Intervista: Paola Maletta – “Viaggio nei Colori dell’Arcobaleno”

Ogni volta che ho dipinto l’arcobaleno, e tutte le persone che l’hanno fatto insieme a me hanno sentito di aggiungere note, colore, energia vitale alla mia e loro esistenza. Vivo questo lavoro come la profonda connessione con me stessa, andando a recuperare quella che è la mia vera essenza, aggiungendo tutte le note del creato. Mentre dipingo con i colori mi accordo quali note che sono venute a mancare nella mia vita e il semplice gesto del dipingerle mette in moto l’energia bloccata dentro di me.

INTERVISTATRICE (Laura Stradaroli): Salve, questa sera siamo qui per presentare l’autrice e il suo libro, il suo primo libro, un libro importante perché scandisce un periodo della sua vita. L’autrice è Paola Maletta di Meldola. È una counselor, è una terapeuta, è un essere umano. Questa introduzione è il pensiero introduttivo del suo libro, ora leggerò un altro pezzo:

“Un viaggio nel cuore attraverso il colore. L’arte del disegno diventa il filo conduttore della ricerca introspettiva dell’autrice. Inevitabili cambiamenti, il dolore, l’energia sopita che esplode. Prima che una terapeuta, Paola Maletta è infatti una donna libera che ha trovato la forza, dopo un grave lutto, di riconoscersi nell’intensità dei suoi colori interiori. Madre terra che dà la vita, che risorge, che procrea un’altra vita. Un’esperienza bellissima che l’autrice romagnola condivide in questo suo primo libro con generosità, indicando al lettore una nuova metodologia con diverse discipline che lei stessa ha approfondito.”

Questo libro che voi vedete, “Viaggio nei colori dell’Arcobaleno” edito dalle Edizioni Rendi, è un’importante testimonianza non solo per gli addetti ai lavori ma anche per chi a un primo approccio si avvicina. È importante ascoltare col cuore per capire il percorso delle persone e per riconoscersi in esso.

PAOLA: Voice Dialogue è una tecnica particolare che permette, attraverso uno spostamento, di dialogare con i propri sé interiori, subpersonalità, parti di noi. Questo permette alla coscienza di espandersi. Lo scopo di questa intervista è di poter esplorare le coppie di opposti – magari prima si parla con un sé responsabile e poi, se ci si riesce e il sé ti dà il permesso, si parla con quello che invece responsabile non è.

INTERVISTATRICE: Quando io parlo di bambino interiore, cosa intendo?
PAOLA: La tua parte reale di bambino interiore che non crescerà mai e che sarà sempre un bambino.

INTERVISTATRICE: È questo che ci fa paura: il fatto di riconoscere il nostro bambino interiore e di dover affrontare le responsabilità che comunque sono più grandi di noi.

PAOLA: Il bambino interiore è energia vulnerabile, ed è un’energia che tutto il nostro io adulto costruisce intorno al bambino molto vulnerabile per proteggerlo. Quindi noi rispondiamo al mondo e magari siamo super responsabili, siamo gentili, siamo carini perché vogliamo nascondere questo bambino, vogliamo proteggerlo. Così funzioniamo meglio nel mondo, però perdiamo il dono del bambino, perché il bambino è connessione con gli altri, è la vulnerabilità totale, è lo stupore, la gioia, è sapersi guardare il mondo e meravigliarsi di qualsiasi cosa. Questo è assolutamente possibile anche a 90 anni, basta recuperare questa parte nostra.

INTERVISTATRICE: Cos’è il colore, cos’è stato il colore nella tua vita?

PAOLA: In verità posso dirti che mia madre faceva coincidere vestiti assurdi – mi ricordo un vestito verde con paillettes, sai allora già andavano i jeans, e invece io avevo vestiti verdi, tutti arancioni. Quindi io sono sempre stata una bambina vestita con molto colore, che ad esempio io non apprezzavo all’epoca. Poi con l’andare del tempo mi sono accorta che questo stile che ha proposto mia madre l’ho portato dietro comunque – io sempre ho vestito in modo diverso, con un mio gusto particolare, soprattutto spiccatamente sui colori.

INTERVISTATRICE: Colori che tu nel libro metti in un ordine particolare: viola, blu, azzurro, verde, giallo, arancio e rosso. Questa catena, questo percorso di colori ha un senso reale. Cosa vuol dire per noi profani?

PAOLA: È il percorso discendente da quando noi siamo anime e quindi desideriamo incarnarci nel mondo. Noi viviamo lassù le energie del cosmo – insegnava Baba Bedi, l’inventore della tecnica vibrazionale – e noi facciamo un percorso di discesa. Piano piano la nostra energia diventa più pesante per poter entrare nel corpo, quindi scendiamo dal viola al rosso. Il rosso è il colore più lento, il più pesante, è la terra.

Durante questa discesa noi prendiamo le caratteristiche di questi colori. Il viola è la trascendenza, il contatto con la coscienza, il contatto con la nostra anima. Il viola sa perché noi siamo venuti qui, a questo mondo, a fare che cosa. Quando noi dobbiamo rimettere in moto le energie e fare un percorso, è utile sapere cosa vuole l’anima.

La prima parte del libro è questo percorso discendente, un percorso metafisico dalla metafisica al corpo fisico. È stato un percorso bellissimo – ogni colore porta una particolare connotazione emotiva e fisica, anche di energia fisica.

INTERVISTATRICE: In quale di questi colori ti riconosci oggi dopo aver fatto questo percorso?

PAOLA: Dipende. In questo periodo sono molto più verde-blu, quindi molto introspettiva.

INTERVISTATRICE: Qualcuno direbbe “verde speranza”, quindi in chiave positiva.

PAOLA: Sì. Il verde è il colore della fisicità, della crescita, il colore della natura, quindi delle cose che hanno forza dirompente che crescono. Basta che piova un pochino e tutto esplode.

INTERVISTATRICE: Questo libro, se tu dovessi proporlo a una platea ignara – perché qui fra di noi abbiamo letto, sappiamo di questa tecnica, ma se dovessi proporlo a chi non la conosce – come catturesti l’attenzione?

Una delle cose che la nostra società non insegna è ascoltare se stessi. Non te lo insegnano mai, non te lo insegnano a scuola, non te lo insegnano nelle attività sportive dove ti insegnano solo il legame fra vittoria e protagonismo. È il protagonismo che poi ci rovina la vita e non ci ascoltiamo. Questo non ascoltarci crea anche dei limiti nella conversazione con gli altri, nel rapporto con gli altri.

Il messaggio semplice è: quello che io insegno è la capacità – che ognuno di noi ha innata – di sentire l’energia.

PAOLA: Io insegno in questo percorso a riappropriarci di questa capacità, di questa sensibilità, di sentire l’energia, le vibrazioni del corpo, le vibrazioni dei colori, attraverso la tecnica vibrazionale e del colore, quindi dalla pittura ma anche dalle sedute di Voice Dialogue. C’è questa particolare attenzione all’energia che per molti sembrano parole campate in aria, ma per me è la verità tangibile.

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